Gio. Apr 3rd, 2025
A cura del Prof. Franco Delfino Cosimo

" agruamulu "

Fin dall'antichità, prima dell'epoca augustea (44 a. C.- 14 d.C.), con la stretta connivenza di popolazioni greche e latine, molti elementi lessicali arricchiscono il linguaggio della Calabria con termini legati all'agricoltura.
Siamo nel periodo Magno Greco(Vlll secolo a.C.) in cui molti territori erano già stati ellenizzati.
Ricordiamo che Crotone(734-709 a.c ) fu fondata più o meno nello stesso periodo di Sibari (a.C. 720 ).
La parola "agruamulu "è proprio idonea a riportarci al periodo in cui i nostri avi ricorrevano, volentieri, ai prodotti della natura per sfamarsi o integrare i loro modesti pasti.
"Agruamulu ", infatti, parola sempre più rara ad udirsi nel nostro dialetto, è un pero selvatico.
A vederlo sembra una piccola mela dal sapore molto aspro.
Deve arrivare a piena maturazione per poterlo mangiare. In tal caso, diventa molto gustoso.
Qual è l'origine della parola?
L'abbiamo appresa dai Greci.
Infatti, in greco la parola è formata da : "agriomelon " (gen.pl. di agriomela): "agrios "significa "acerbo " e "melon " mela.
Nel flusso migratorio, originato da molte città della Grecia antica verso i nostri territori, erano presenti,  tra i colonizzatori, molti contadini ed allevatori, oltre che mercanti ed artigiani, letterati, filosofi ed artisti.
La loro magra produzione e l'eccessivo aumento della popolazione non erano sufficienti al loro sostentamento.
Apparendo sull'albero sotto forma di piccola mela, il frutto è stato chiamato "agruamulu " nel nostro dialetto.
L'aggiunta della vocale (epentesi ) in mezzo alla parola è in armonia col nostro patrimonio linguistico, così come la caduta della "n "finale (apocope) e la formazione della "u "finale.
Diciamo, inoltre, che lo stesso significato si attribuisce ad un'altra parola: "pirainu", più specificatamente rivolto all'albero di piccole pere dal sapore aspro iniziale, ma piacevolissime quando maturano.
Concludiamo, allora ,affermando che la nostra linguistica registra una ricchezza di termini da non disperdere.
Cio', soprattutto, per il rispetto che dobbiamo portare ai nostri progenitori, che ci hanno lasciato non solo il patrimonio genetico, ma quello linguistico ,vario e ricco.

Di quellinatiaroccadineto

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